Segrate mette sul tavolo l’Ospedale di Comunità

Casa di Comunità di SegrateIl Poliambulatorio Ats di via Amendola (ex Asl)

La proposta riguarda la struttura ex Asl di Rovagnasco, dove è già prevista una Casa di Comunità.

Segrate tenta il raddoppio: non solo la Casa di Comunità, già prevista nella struttura dell’ex Asl a Rovagnasco, ma anche un Ospedale di Comunità. Per ora è un’idea, tutta da approfondire e da valutare insieme ai tecnici, ma l’assessore alla Salute Barbara Bianco l’ha messa sul tavolo di Ats Milano in un incontro tenutosi mercoledì 8 giugno.

«Ci piacerebbe proporre questa soluzione per colmare una lacuna a livello di distretto – ha rivelato al Giornale di Segrate – anche se ovviamente l’ultima parola spetta a Regione Lombardia». In effetti nel piano sono già previste cinque strutture, sufficienti per rispettare il criterio generale di un Ospedale di Comunità ogni 150mila abitanti; il fatto è che i più vicini a Segrate sono quello di Gorgonzola e uno previsto nel territorio del Municipio 3 del capoluogo. In quest’ultimo caso, l’utenza di quella struttura specifica valicherebbe e non di poco quella prevista, con molti segratesi e no che opterebbero per il San Raffaele piuttosto che per quella soluzione.

E se lo spirito della riforma è quello di far sì che l’ospedale sia l’ultima ratio rispetto alla medicina territoriale, è chiaro come qualcosa non torni, fa notare Bianco. Da qui la proposta inoltrata ad Ats, che ovviamente prevederebbe la creazione di ulteriori spazi per ospitare anche l’Ospedale di Comunità. La soluzione più immediata potrebbe essere quella di sopraelevare di un piano la struttura di via Amendola, ma allo studio ci sono anche ipotesi alternative e dislocate altrove. Per ora giusto ipotesi, in attesa della risposta e di eventuali ulteriori indagini, anche legate all’esborso. Oneri ai quali il Comune potrebbe partecipare con le risorse utilizzabili solo per investimenti, ma è chiaro che si dovrebbero verificare le disponibilità della Regione ed eventualmente la capienza dei fondi del PNRR. Tutto in embrione, ma il fascicolo esiste ed è sul tavolo.

L’assessore Bianco ne ha parlato anche nell’incontro con i sindacati. Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uil Pensionati, dopo il presidio dello scorso 9 luglio davanti all’ex Asl di Rovagnasco, tornano ad occuparsi di sanità e della riforma Moratti. Il rischio di inaugurare “gusci vuoti”, causa penuria cronica di personale, spaventa e non poco. «Nè Ats nè Asst possono garantire medici, infermieri e quanto serve per riempire le Case di Comunità – sottolinea Bianco – senza contare che la situazione contrattuale che riguarda i medici di medicina generale è nebulosa. La missione 6 del PNRR (quella della Salute, ndr) è perfetta, è quello che ci serve. Ma dobbiamo vigilare perché la sua applicazione sia effettiva e i segnali non sono per nulla incoraggianti. In Adda Martesana erano previste assunzioni di personale sanitario, da POAS (Piano di organizzazione aziendale strategico, ndr), ma non sono arrivate. Anche se la nostra Casa di Comunità aprirà nel 2024, serve una svolta immediata».

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