“Salute per tutti”, al Centro Verdi si parla di liste di attesa e sanità territoriale

liste d'attesaSopra, il servizio di Spi-Cgil Segrate per richiedere il rispetto delle priorità indicate dalle prescrizioni, attivo in via XXV Aprile

Lunedì 11 marzo alle 20.45 il convegno organizzato da Spi Cgil Segrate, ospiti Vittorio Agnoletto e Carlo Borghetti

Un incontro per approfondire la questione delle liste d’attesa e la risposta messa in campo da sindacati pensionati e Acli, quella di sportelli nelle varie sedi che diano supporto ai cittadini che si sono visti fissare una visita oltre i limiti temporali definiti dalla prescrizione del medico curante e che per questo hanno diritto a ottenere una data che invece rispetti quei limiti.

Tavola rotonda sui temi della gestione dei servizi territoriali: focus sulle liste di attesa

Un convegno organizzato dallo Spi-Cgil con il patrocinio del Comune di Segrate che vedrà protagonisti lunedì 11 marzo (ore 18) – assieme all’assessore Barbara Bianco a fare da moderatrice – Vittorio Agnoletto, medico ed ex europarlamentare, la coordinatrice dei medici di medicina generale di Segrate Francesca Di Marco, Michele Lomonaco della Segreteria Cgil Milano e il consigliere regionale del Pd Carlo Borghetti.

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«Sulle liste d’attesa abbiamo presentato un progetto di legge che mira a ottenere un governo dell’offerta privata – spiega Carlo Borghetti – perché se si assegna un budget alle strutture convenzionate questo deve servire anche a garantire quelle prestazioni che il privato considera poco remunerative e quindi non offre, come ad esempio la cataratta. Oggi la percentuale di prestazioni che ospedali e ambulatori privati erogano su indicazione della Regione è tra il 5 e il 10%, il resto lo decidono autonomamente». Una situazione che allunga drasticamente i tempi di risposta del sistema sanitario e che fa il paio con l’altro grande tema del CUP, il Centro unico di prenotazione, ancora latitante. «Bertolaso ha stanziato dei fondi tramite una delibera di giunta e ha detto di volerlo realizzare entro tre anni – afferma Borghetti – ma finora il privato non ha mai aderito a quell’agenda unica, come la chiamavamo noi».

Segrate, intanto, attende anche la sua Casa di Comunità, con il cantiere di via Amendola in rampa di lancio. «La Regione però deve credere fino in fondo a questo modello – attacca l’esponente Pd – riorganizzando le figure della sanità, dai medici agli infermieri, in modo da riempire di servizi le Case di Comunità. E le ASST che le gestiscono devono stringere accordi con i Comuni perché al loro interno ci siano anche i servizi sociali, cosa che per ora fatica ad accadere, salvo casi virtuosi come quello della Val Seriana che però sono frutto della buona volontà dei vari soggetti locali. Ma sono preoccupato, perché a Roma Fratelli d’Italia è saltata fuori con dubbi su questo impianto di sanità territoriale, al quale peraltro sono legati i fondi del PNRR e che è stato definito, con tanto di standard precisi, in una direttiva ministeriale. Non possiamo frenare, ma non vorrei che accadesse questo e che le Case di Comunità ancora non finanziate (Segrate non è tra queste, ndr) fossero a rischio».

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