Manca l’ufficialità, ma tutto sembra indicare l’ex Sindaco come candidato scelto dall’opposizione
Il centrodestra punta sull’effetto ritorno. E riparte da un nome che a Segrate non ha bisogno di presentazioni: Adriano Alessandrini.
Mancano ancora i crismi dell’ufficialità, ma dopo il summit regionale del 10 febbraio la rotta è tracciata.
La candidatura è ormai a un passo. La gestazione è stata complessa: i confronti interni non sono mancati, tra equilibri da ricomporre e passaggi delicati tra i partiti. Dietro la scelta c’è stata una paziente opera di cucitura. Incontri riservati, manovre su più livelli. Il nome è rimasto sul tavolo a lungo, non una investitura lampo. Piuttosto un percorso graduale, fatto di aggiustamenti e mediazioni.
Alessandrini è stato primo cittadino dal 2005 al 2015. Dieci anni in fascia tricolore, poi lo stop per il limite dei due mandati. Nel 2015 sostenne Tecla Fraschini. Vittoria netta al primo turno, poi il ballottaggio perso per soli 59 voti. Una manciata di schede che spalancò le porte all’era Micheli, oggi al capolinea.
Da allora il suo nome è rimasto dentro il dibattito cittadino. A volte evocato, altre volte richiamato per capitoli rimasti aperti.
Il suo nome era circolato anche nel 2020. Allora il centrodestra imboccò altre strade: Laura Aldini per Forza Italia, Luca Sirtori per Lega e Fratelli d’Italia. Oggi lo scenario cambia: la coalizione prova a ricompattarsi attorno a chi Segrate l’ha già amministrata.
Nel mezzo, la candidatura a sindaco di Pioltello nel 2016, con esito poco favorevole e le successive dimissioni dal consiglio comunale nel 2018.
Ora il ritorno in prima linea appare imminente. Salvo sorprese, la sfida per la poltrona di primo cittadino sarà con l’attuale vicesindaco Francesco Di Chio, senza escludere outsider pronti ad inserirsi nella corsa.



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