Sì di Segrate a un ospedale in Martesana, ecco i dati sanitari che raccontano la città

Il consiglio ha approvato la mozione condivisa con 28 comuni. Alla base i numeri su cronici e anziani in aumento. I comuni pressano sulla Regione perchè rilanci l’Asst Melegnano e dia risposte al territorio

La sanità pubblica locale torna al centro del confronto politico. Il Consiglio comunale di Segrate ha approvato la mozione del Tavolo “Melegnano e Martesana in Salute”, che chiede il rilancio dell’Asst Melegnano e un ospedale di primo livello per l’Adda-Martesana, in un territorio segnato da invecchiamento, cronicità e richieste crescenti di assistenza. La mozione è passata con 14 voti favorevoli della maggioranza e 5 astenuti dell’opposizione. «Non siamo contrari al tema, ma la mozione è superata dagli eventi sul piano regionale», ha dichiarato il consigliere della Lega Marco Carandina.

No della regione

Il passaggio segratese si inserisce in un percorso istituzionale più ampio. Il Consiglio regionale della Lombardia, nella seduta del 13 gennaio 2026, ha respinto la richiesta di realizzare un ospedale di primo livello nell’Adda-Martesana e ha approvato uno studio di fattibilità per un nuovo presidio ospedaliero pubblico, una valutazione dei bisogni sanitari dell’area e un’analisi comparata delle possibili soluzioni organizzative e strutturali. Una decisione che ha rilanciato la mobilitazione sul territorio.

Mobilitazione dei comuni

Da quel voto ha infatti preso forza l’iniziativa, appena approvata anche a Segrate, promossa dal Tavolo Melegnano e Martesana in Salute. Il coordinamento riunisce le forze politiche, liste civiche, oltre alle organizzazioni sindacali SPI-CGIL e ACLI Martesana-Est. L’obiettivo è portare la questione sanitaria nei 28 Comuni dell’area e costruire una pressione istituzionale diffusa nei confronti della Regione e dell’Asst Melegnano-Martesana.

Le criticità sul territorio

Per i promotori, le principali criticità sono quattro: personale insufficiente, medicina territoriale indebolita, servizi sotto pressione e liste d’attesa. Da qui la richiesta di un Piano di rilancio della sanità pubblica dell’Asst Melegnano-Martesana, per allineare organici e prestazioni agli standard medi regionali, e di un ospedale pubblico di primo livello per un bacino di circa 350 mila abitanti, con pronto soccorso, terapie intensive, principali specialità mediche e chirurgiche e diagnostica attiva 24 ore su 24, in raccordo con i centri di secondo livello per i casi più complessi. Per ridurre la carenza di personale, il coordinamento sollecita anche l’avvio di attività universitarie e formative, per rendere più attrattive le strutture locali sul piano professionale. Il Tavolo chiede anche di rafforzare la sanità di prossimità: più medici di base, più risorse per il pieno funzionamento delle Case di comunità e una rete territoriale capace di seguire soprattutto anziani, fragili e cronici.

I dati di segrate

A rendere ancora più evidente la posta in gioco sono i numeri del territorio. L’Asst Melegnano-Martesana comprende gli ospedali di Vizzolo, Cernusco e Melzo, due presidi a Cassano e Vaprio, e cinque distretti territoriali che servono complessivamente 644 mila persone. Tra questi c’è il Distretto Bassa Martesana, nel quale rientra anche Segrate, servita insieme a Pioltello dalle rispettive Case di comunità. La pressione assistenziale è confermata dai dati demografici e clinici. A Segrate vivono 190 anziani ogni 100 bambini: l’indice di vecchiaia raggiunge quota 190,3. Il tasso di natalità, invece, si ferma a 6,6 nascite ogni mille residenti. I malati cronici sono 14.227, pari quasi al 40% della popolazione: 7.552 di questi presentano due o più patologie. Si aggiungono 253 pazienti oncologici e 2.378 ricoverati.

Qui sopra, i dati di ATS che fotografano l’impressionante numero di malati cronici a Segrate.

 

Qui sopra il grafico di ATS con l’indice di vecchiaia (numero di over 65 ogni 100 under 14)

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