La società Lombardini22 sta seguendo i lavori della nuova struttura tech in costruzione a Redecesio
Dopo le risposte di CyrusOne (riportate sullo scorso numero del Giornale di Segrate), arriva il punto di vista di chi il progetto lo ha seguito passo dopo passo sul campo. È quello di Lombardini22, società milanese nel settore dell’architettura e dell’edilizia, che ha firmato tra gli altri il progetto Segreen a San Felice e che ora sta gestendo lo sviluppo del data center di Redecesio. «Siamo il braccio operativo manageriale in Italia – spiega Paride Falcetti, referente del progetto CyrusOne – seguendo tutto il processo dalla fase iniziale fino alla costruzione».
Bonifica: un nodo delicato
Il lavoro è partito da lontano, con la riqualificazione dell’area ex-Cise: due anni di interventi, 15 milioni di euro investiti tra demolizioni e bonifiche. Un passaggio tutt’altro che banale, anche per la presenza di una cinquantina di persone che vivevano abusivamente nell’area. «Non è stato uno sgombero – sottolinea Falcetti – ma un percorso gestito con il Comune, altre amministrazioni territoriali e i servizi sociali per trovare soluzioni dignitose».
Parallelamente si è sviluppato l’iter autorizzativo, di cui Falcetti sottolinea la solidità dal punto di vista del quadro normativo: «Abbiamo ottenuto tutti i permessi in tempi sfidanti, comprese le valutazioni di impatto ambientale, costruendo un percorso amministrativo completo, che oggi prosegue nella fase che chiamiamo “legalization process”».
Impatti ambientali ridotti
Sul fronte degli impatti in termini di calore e rumore, tema più sensibile nel dibattito locale, le rassicurazioni sono sul rispetto delle normative: «Il progetto è ampiamente sotto i limiti di legge
per emissioni acustiche e termiche, che in Italia e Europa sono fortunatamente molto conservativi». Ma soprattutto: «Il data center non attingerà acqua da falde o dall’acquedotto, il raffreddamento avverrà tramite un circuito interno chiuso tramite fluido vettore e poi il calore sarà dissipato all’esterno tramite chiller ad aria (sorta di ventole, ndr)».
Energia da rete dedicata
Quanto all’energia, altro nodo centrale, «L’approvvigionamento avviene tramite una linea dedicata in alta tensione: non sottrae risorse ai cittadini». Rassicurazioni anche sui generatori diesel d’emergenza: «I test annuali saranno di pochi minuti e senza carico, con un impatto minore di quello del motore di un normale veicolo acceso al minimo».
Cantiere: disagi contenuti
Resta il tema del cantiere e della pressione sul territorio. «L’area è già congestionata. Come già fatto in fase di demolizione, il nostro impatto sarà gestito con attenzione logistica, evitando i picchi negli orari critici e ottimizzando i trasporti. La scelta di acquistare materiali e componenti da fornitori presenti sul territorio è funzionale anche a ridurre l’impronta ambientale e le difficoltà logistiche».
Rigenerazione urbana
Infine, sulla riqualificazione: «Oggi non è più pensabile il nuovo consumo di suolo, i progetti sono incentrati sul rigenerare aree e edifici, con una funzione attuale. Esistono più progetti di data center perché è questa la richiesta del mercato». E su CyrusOne chiosa: «Se oggi parliamo così tanto di questo progetto è perché è un’eccellenza, che speriamo diventi uno standard»



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