Consiglio comunale ad alta tensione: Micheli all’attacco, il centrodestra insorge

Una seduta del consiglio comunale presieduto da Gianluca Poldi (foto archivio 2026)

Approvato il rendiconto della gestione 2025 con un avanzo di circa 7 milioni. Scontro politico durante la seduta dell’assise: duro intervento del sindaco sul tema del predissesto, la minoranza replica «Usata l’aula per fare campagna elettorale».

Seduta incandescente in aula Pieri. Martedì 5 maggio il parlamentino locale si è riunito per la penultima seduta della consiliatura, con un ordine del giorno a forte impronta finanziaria: l’approvazione del rendiconto della gestione per l’esercizio 2025. A illustrare i numeri l’assessore al Bilancio Luca Stanca, che ha indicato un avanzo effettivo pari a circa 7 milioni di euro. «È l’eredità che lasciamo a chi amministrerà dopo, con un risultato che segna un cambio netto rispetto al passato: siamo partiti da un disavanzo di 13 milioni nel 2016 e oggi consegniamo una situazione positiva – ha spiegato l’assessore, sottolineando il lavoro svolto nel corso del mandato – Credo sia un lavoro importante: riconsegniamo una città con conti più solidi rispetto a come l’abbiamo trovata».

Sul tema si è acceso un botta e risposta tra maggioranza e opposizione, con visioni divergenti sulla gestione complessiva delle risorse e sulle scelte adottate negli anni.
Nel corso della seduta ha preso la parola anche il sindaco Paolo Micheli, con un intervento di quasi dieci minuti dai toni vibranti. Nel mirino il candidato sindaco del centrodestra Adriano Alessandrini. «Leggo dichiarazioni in cui si sostiene che il predissesto non esisteva e che sarebbe stato inventato da questa amministrazione. Non è così: il predissesto è certificato da atti ufficiali degli organi competenti. Dire il contrario significa raccontare cose non vere ai cittadini – ha affermato – Abbiamo avviato un piano di riequilibrio che ha sistemato i conti e oggi si sostiene che avremmo messo in difficoltà la città. È un racconto che considero grave e fuorviante».

Parole che hanno immediatamente innescato la reazione della minoranza. «Non si può fare campagna elettorale dai banchi del consiglio comunale, utilizzando una seduta istituzionale per attaccare un candidato che peraltro non è presente e non può replicare – hanno tuonato i consiglieri del centrodestraÈ inaccettabile trasformare l’aula in un palcoscenico politico a pochi giorni dal voto. Chiediamo che venga garantito il rispetto delle regole e della par condicio: quanto accaduto oggi non è compatibile con una sede istituzionale».

 

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