Superate per ben 40 volte le soglie di PM10 e picchi di ozono nelle giornate più calde. In arrivo nuovi dispositivi
Le temperature record degli ultimi giorni hanno contribuito a peggiorare la qualità dell’aria a Segrate.
Ozono e caldo: mix tossico
L’ozono, inquinante tipico delle giornate estive, è cresciuto fino a raggiungere, lunedì 22 giugno, un picco giornaliero di 194 microgrammi per metro cubo, superando la “soglia di informazione” (il gradino prima della soglia di allarme) fissata a 180 µg/m³, secondo i dati della centralina ARPA di Limito di Pioltello, punto di riferimento per il monitoraggio della qualità dell’aria nella nostra città. Dal 13 al 22 giugno, inoltre, l’ozono ha superato per sette giorni il valore obiettivo per la protezione della salute. Il superamento può provocare infiammazioni agli occhi e alle vie respiratorie, tosse e ridurre la funzionalità polmonare. Le sue concentrazioni tendono ad aumentare durante le ondate di calore perché si forma nell’atmosfera quando la radiazione solare innesca reazioni chimiche tra altri inquinanti. La combinazione tra alte temperature e inquinamento atmosferico rappresenta un fattore di rischio crescente. Secondo il progetto europeo Exhaustion, questo mix provoca un aumento dei ricoveri ospedalieri.
PM10 oltre i limiti
L’attenzione estiva è concentrata sull’ozono, ma i dati mostrano che il tema della qualità dell’aria riguarda tutto l’anno. Le polveri sottili restano tra gli osservati speciali. A Segrate, come testimoniano i dati raccolti da Cittadini per l’Aria, nel 2025, il PM10 ha superato 40 volte la soglia giornaliera di 50 microgrammi per metro cubo, oltre il limite massimo di 35 superamenti consentito dalla normativa europea (vedi grafico). Nel 2026, sono già 28 i giorni oltre soglia registrati dall’inizio dell’anno, segnalati dalla centralina che monitora, anche PM2.5 e biossido di azoto (NO₂), uno degli inquinanti che meglio racconta l’impatto del traffico sulla qualità dell’aria. Il PM10 comprende particelle inalabili di dimensioni prevalentemente inferiori a circa 10 micrometri, mentre il PM2.5 è costituito da particelle ancora più piccole, con un diametro generalmente inferiore a 2,5 micrometri, capaci di raggiungere gli alveoli polmonari e, in parte, il circolo sanguigno. Numerosi studi collegano l’esposizione prolungata a questi inquinanti a un aumento del rischio di malattie respiratorie e cardiovascolari, tumori polmonari e mortalità prematura.
Qui sotto, i dati di Cittadini per l’Aria che fotografano gli sforamenti dei valori limite del PM10 nel 2025.

Cosa inquina di più?
Le polveri sottili provengono da diverse fonti: il traffico veicolare, gli impianti di riscaldamento, le attività industriali e agricole, ma anche da reazioni chimiche che avvengono direttamente nell’atmosfera. Dal 2030 l’Unione europea imporrà limiti molto più severi per alcuni dei principali inquinanti atmosferici. Le linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità restano però ancora più restrittive.
Nuove centraline
Per potenziare le rilevazioni ambientali, il Comune di Segrate ha installato nelle ultime settimane una rete di 40 centraline NodeAiRX distribuite sul territorio e montate direttamente sui pali dell’illuminazione pubblica, senza la predisposizione di una rete elettrica dedicata. I dispositivi misurano PM1, PM2.5, PM4 e PM10. Un monitoraggio che permette di osservare non solo le polveri sottili, ma anche le particelle ultrafini. Rilevati anche temperatura, umidità, pressione atmosferica e anidride carbonica. La rete controlla anche il rumore, un paramentro particolarmente significativo in una città attraversata da grandi arterie stradali e dalla presenza dell’aeroporto di Linate (sotto la mappa). I sensori registrano inoltre luminosità, radiazione ultravioletta (UVA, UVB e UVC) e diversi parametri legati alla luce visibile e all’infrarosso. I risultati dei dispositivi permetteranno di scattare una fotografia più dettagliata della situazione nei diversi quartieri, individuando criticità locali e monitorando nel tempo l’impatto di traffico, infrastrutture e condizioni climatiche sull’ambiente urbano, potendo cioè valutare il “prima” e il “dopo” di opere o interventi.
Qui sotto la mappa dei sensori installati dal Comune di Segrate




Be the first to comment on "Inquinamento dell’aria, come sta Segrate? Non bene. Ecco i dati e il progetto sensori"