Presidente del Consiglio è Francesca Di Marco. Elezione tra le polemiche

Francesca Di Marco, consigliera della lista PD, eletta Presidente del parlamentino locale

Di Marco sullo scranno più alto. La presidenza del Consiglio di Segrate passa in un clima teso: la minoranza abbandona l’aula.

Fumata bianca al secondo tentativo, lunedì 29 giugno in aula Pieri. Il Consiglio comunale di Segrate ha eletto Francesca Di Marco presidente dell’assemblea cittadina. La consigliera del Partito Democratico, che aveva già diretto la prima seduta in qualità di consigliere più votato del partito vittorioso alle elezioni, assume ora ufficialmente la guida del parlamentino. La presidenza è passata con i voti della maggioranza, ma senza la piena compattezza della coalizione. Marco Griguolo di Azione ha infatti confermato la propria contrarietà, ribadendo le riserve già espresse sul metodo seguito nella gestione della vicenda. Un dissenso che prolunga le tensioni emerse dopo la formazione della giunta.

Minoranza fuori dall’aula per protesta

L’elezione è maturata in un clima tutt’altro che disteso. Ancora prima di entrare nel merito dei lavori, i consiglieri di opposizione hanno lasciato l’aula, contestando le modalità con cui è stata convocata la seduta. Secondo la loro ricostruzione, dopo il Consiglio del 15 giugno gli uffici avevano raccolto le disponibilità dei gruppi per individuare una data condivisa. La convocazione del 29 giugno sarebbe invece arrivata nonostante fosse già stata segnalata l’indisponibilità di alcuni consiglieri di opposizione per impegni assunti da tempo.

Da qui la protesta. Il capogruppo di FDI Simone Martelli ha parlato di una “scelta unilaterale nonostante fosse stata richiesta l’individuazione di una data condivisa”, sottolineando come la convocazione sia arrivata in un momento in cui erano note assenze già comunicate e tali da non garantire la piena partecipazione dei consiglieri di minoranza ai lavori consiliari. Martelli ha inoltre evidenziato che tale fase avrebbe dovuto essere gestita dal presidente pro tempore del Consiglio comunale, figura che anche in via transitoria “assume le stesse prerogative e i medesimi compiti connessi al ruolo”, proprio a garanzia del corretto coinvolgimento dei gruppi consiliari. Dello stesso tenore anche l’intervento di AmiAmo Segrate, che ha espresso dure critiche sul metodo seguito. Così i tre consiglieri del centrodestra, gli unici dell’opposizione presenti in aula, sono usciti in segno di protesta.

I tre consiglieri di opposizione prima che lasciassero l’aula

“Convocazione spetta al Sindaco”

Alle contestazioni ha replicato sul piano tecnico il segretario generale Patrizia Bellagamba. “Fino all’elezione del presidente – ha chiarito – la convocazione del Consiglio spetta al Sindaco. In questa fase transitoria, inoltre, il regolamento non prevede la convocazione della conferenza dei capigruppo. La procedura adottata è stata quindi conforme alle norme”. La replica politica è arrivata dal capogruppo del Partito Democratico, Luca Strozzi, che rivolgendosi anche al pubblico presente ha sollecitato le forze politiche a concentrarsi sul lavoro e sulle vere questioni della città, lasciando perdere le polemiche sterili.

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