Un “Giardino del Respiro” per ricordare le vittime del Covid

Alcuni ragazzi di Robin sul terreno dove si realizzerà il giardino, nei pressi del campo da rugby

Sorgerà al Parco Alhambra, per iniziativa dei Ragazzi di Robin e del gruppo “Vivi i tuoi spazi”.

Il Covid che accorcia il fiato, lo mozza di colpo, fa annaspare in un letto e poi lascia l’affanno anche una volta in piedi. Quando non te lo toglie e basta. Parte da qui, da questa realtà vissuta da tanti e da chi quei tanti ha soccorso e aiutato in camice bianco, l’idea del memoriale che Segrate dedicherà alle vittime della pandemia. Un “Giardino del Respiro”, uno spazio che, grazie agli alberi che verranno lì piantati, vuole dare ossigeno al mondo provato dal virus. A pensarlo e a lavorare alla sua realizzazione sono stati il gruppo “Vivi i tuoi spazi” e i Ragazzi di Robin, che avevano lanciato nel 2020 una raccolta fondi online ad hoc che ha ottenuto donazioni per un totale di oltre 3mila euro. 

«Siamo molto contenti di poter regalare ai segratesi quanto promesso – dice Melania Bergamaschi, presidente dell’associazione che si occupa di autismo – era un obiettivo al quale tenevamo, un modo per non dimenticare mai». L’inaugurazione è già fissata per il 20 febbraio, data che ha un significato profondo: il giorno del “Paziente 1” certificato, il giorno di Mattia a Codogno, il giorno dedicato al ricordo in tutta Italia. 

Il nuovo giardino troverà spazio all’interno del Parco Alhambra, nella zona a ridosso di via Amendola a Rovagnasco. «Sarà uno spazio da condividere – spiega Alfredo Pece, del gruppo “Vivi i tuoi spazi” di Milano2 – per questo abbiamo aderito all’invito dell’assessore Damiano Dalerba di unire gli sforzi e le risorse anche economiche con i Robin. Anche noi ci occupiamo di ripulire la città, ci riuniamo una volta al mese per iniziative di questo tipo».

I volontari del gruppo “Vivi i tuoi spazi”

Sarà un’area verde con alberi non ad alto fusto, per consentire anche al sole di fare la sua parte, e cespugli di vario tipo. Ci sarà una panchina, garantita dal Comune, così come altri piccoli interventi e ovviamente la cura primaria del nuovo boschetto dopo il taglio del nastro. «In via Primo Maggio sono stati attenti e propositivi – assicura Pece, sottolineando come alcuni ritardi siano dovuti a questioni burocratiche più che a mancanza di collaborazione – sarà l’amministrazione a fornire la stele che ricorderà i segratesi scomparsi a causa del Covid. Noi abbiamo affidato la progettazione del giardino al vivaista Cazzaniga di Vimodrone, un 85enne che dà la paga a tutti con il suo entusiasmo da ventenne. Abbiamo fatto un sopralluogo insieme a lui una decina di giorni fa, le piantumazioni saranno effettuate a metà mese». Uno spazio di 35 metri quadri, anche se non si esclude che possa ampliarsi, un risultato importante che consegna a Segrate il suo posto della memoria e ai Robin un luogo del quale occuparsi, insieme ad altri che come loro hanno a cuore la città e l’ambiente.

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