Westfield: “Lo sviluppo è sospeso, esploriamo il futuro del progetto”

Il progetto originario del centro commerciale Westfield Milano, messo in stand by dal 2020
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Dopo l’uscita delle linee guida globali del colosso immobiliare, dove non è menzionata Segrate, l’azienda ha chiarito che vanno avanti il confronto e l’impegno sulle infrastrutture, assicurando il completamento della Cassanese Bis

“Lo sviluppo di Westfield Milano, come precedentemente annunciato, è attualmente sospeso, ma continuiamo a lavorare con le autorità, i retailer e gli stakeholder locali su base continuativa mentre esploriamo il futuro del progetto. Condivideremo ulteriori aggiornamenti quando saranno disponibili”. Ha commentato così URW (Unibail-Rodamco-Westfield) le voci dei giorni scorsi relative alla presunta “scomparsa” del progetto del centro commerciale di Milano-Segrate dallo scacchiere degli investimenti del gruppo, messo nero su bianco in un comunicato per gli investitori pubblicato sul sito ufficiale del Gruppo. Un documento per addetti ai lavori contenente le strategie globali del colosso del settore, finito in poche ore sui social network alimentando un piccolo “giallo” sul destino del centro commerciale segratese. In realtà, leggendo le poche righe rilasciate da URW, interpellata dal Giornale di Segrate per un commento, non sembrano esserci novità rispetto allo stop del progetto già comunicato dall’azienda nei primi mesi della pandemia, nel 2020. Un perdurante stallo che rappresenta tuttavia una brusca frenata rispetto alla fuga in avanti del sindaco Micheli dello scorso ottobre, quando annunciò l’imminente arrivo sui tavoli dell’amministrazione comunale di un masterplan per la ripartenza del piano che, spiegava il primo cittadino, avrebbe cambiato pelle accogliendo nuove funzioni tra cui direzionale e ricettiva oltre a quella commerciale. Quell’accelerazione anticipata – forse frettolosamente – dal sindaco non è arrivata, e dopo sei mesi si continua a “esplorare” il futuro del progetto, approvato dal Consiglio comunale di Segrate ormai 13 anni fa, nel marzo 2009. 

“PROSEGUE LA CONSEGNA DELLE OPERE INFRASTRUTTURALI”

Nel frattempo, precisa la nota arrivata al Giornale di Segrate, “la società continua a proseguire con la consegna delle opere infrastrutturali essenziali tra cui l’autostrada Cassanese Bis, un importante investimento di 150 milioni di euro per Segrate che fungerà da catalizzatore per ulteriori investimenti nella zona est di Milano. Accogliamo con favore l’annuncio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che 420 milioni di euro sono stati stanziati per l’estensione della Linea 4 della metropolitana: è un’ulteriore notizia positiva per le infrastrutture di trasporto e la connettività dell’area”. Avanti quindi con le opere stradali, conferma URW, in attesa del cantiere per la realizzazione del tratto rosso, l’ultimo stralcio della nuova tangenziale segratese destinato a collegare il tratto già costruito a Pioltello passando da via Giotto, via Morandi e dall’area di Rugacesio per sfociare sull’attuale Cassanese in località Cascina Gabbadera. “I lavori partiranno nei primi mesi del 2022”, aveva annunciato Maurizio Luongo, direttore tecnico di Westfield Milano (che è la stazione appaltante di questa ultima parte dell’opera), sottolineando la complessità dell’intervento che prevede lo scavo di una “trincea” per far passare la nuova arteria sotto via Morandi e lo spostamento di numerosi sotto-servizi tra cui la posa di un nuovo collettore fognario. I lavori sono già stati aggiudicati ed è stata completata la bonifica bellica, aveva spiegato Luongo, si attende quindi l’apertura del cantiere – che sembra slittare verso l’estate – che sarà molto impattante per la viabilità cittadina e per il quale ad oggi non sono arrivate comunicazioni da parte del Comune.

E IL MEGA CENTRO COMMERCIALE?

Se sul fronte delle infrastrutture la situazione sembra ben definita, è difficile fare ipotesi su quale sarà il destino della grande area dell’ex dogana dove avrebbe dovuto sorgere quello che per molti anni fu definito “il più grande centro commerciale d’Europa” e quindi delle decine di migliaia di posti di lavoro previsti. Se Westfield conferma la sospensione ma ribadisce che il confronto sul futuro resta aperto, dal canto suo il Comune resta alla finestra. “I tempi di realizzazione del mega centro commerciale sono stati allungati dalla pandemia e forse ora di nuovo rallentati dalla folle invasione dell’Ucraina, ma l’interesse alla concretizzazione del grande intervento economico e occupazionale mi è stata più volte confermata dal colosso franco australiano titolare del progetto, che anzi lo ha aggiornato e migliorato”, è l’ultima notizia messa a referto dal sindaco lo scorso 27 febbraio in occasione del “no” via Facebook all’ipotesi dell’arrivo dello stadio di Milan e Inter sull’area Westfield, che aveva aperto un fronte polemico con l’opposizione che aveva criticato la netta chiusura affidata da Micheli ai social network. Ma se il comunicato rilasciato da URW lo scorso 30 marzo non contiene alcun riferimento allo sviluppo della partita su Milano-Segrate, qualche ipotesi è comunque possibile farla sulla base dei piani annunciati dal Gruppo agli investitori che confermano in parte quanto anticipato dal sindaco lo scorso autunno. La strategia globale della multinazionale infatti sembra orientata allo sviluppo di progetti immobiliare “misti”, per valorizzare i propri asset (nel caso segratese l’immensa area di 600mila mq dell’ex dogana) con interventi che comprendano varie funzioni tra cui residenziale, ricettiva e direzionale oltre a quella commerciale. Anche perché, con le nuove infrastrutture – Nuova Cassanese, M4, Stazione di Porta – oltre all’aeroporto e alla Tangenziale Est, quella dell’ex dogana sarà tra le zone meglio collegate dell’area metropolitana. Una partita aperta .

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