Berlusconi, maggioranza divisa sul ricordo in Consiglio comunale

I cartelli esposti da alcuni esponenti di LABSegrate durante il minuto di silenzio in Aula

Un minuto di silenzio in Aula chiesto dal consigliere Figini (SegrateViva), ma una parte di LABSegrate si dissocia ed espone cartelli con alcune frasi controverse dell’ex premier. Ed è gelo nel Centrosinistra sulla proposta del sindaco di intitolare all’ex premier un luogo di Segrate: contrari Pd, Azione e l’ex lista Micheli

Un pezzo di storia italiana, ma anche della città di Segrate. Lunedì 12 giugno Silvio Berlusconi è morto all’età di 86 anni al San Raffaele, a pochi metri dalla “sua” Milano2, il quartiere che fu trampolino di lancio della sua carriera di imprenditore e poi di politico. Un legame profondo, quello dell’ex premier con Segrate: la “cittadella” costruita all’inizio degli ‘70 – dove oggi vivono tremila famiglie – per lunghi anni è stato il cuore pulsante del suo impero mediatico, completato poi dall’acquisizione di un altro “pezzo” di Segrate, la Mondadori. E un addio “speciale” quello tributato a Berlusconi in città nel quartiere da lui fondato . Ma la politica locale si divide su modi e tempi per rendere omaggio al Cavaliere. Andiamo per ordine.

“Dedicare a lui un luogo di Segrate”, gelo del Centrosinistra sull’idea del sindaco

Il primo a intervenire, a poche ore dall’annuncio della scomparsa di Berlusconi, era stato il sindaco Micheli. “Penso che Segrate, così intrisa della storia imprenditoriale e politica di Silvio Berlusconi, debba ricordarlo dedicandogli un qualche luogo cittadino. Ne discuteremo insieme a tutte le forze politiche locali”, aveva detto via social a chiosa di un ricordo molto personale del patron di Mediaset, azienda di cui il primo cittadino è dipendente. Una proposta accolta però dal gelo della maggioranza di Centrosinistra – con l’eccezione di Federico Figini (Segrate Viva) – e che sembra già caduta nel vuoto. “La legge prevede che passino 10 anni dalla morte di un persona per intitolargli una via o una piazza, proprio per evitare scelte dettate dall’emozione del momento”, aveva commentato il capogruppo Pd Bruno Barsanti. “Una pessima idea”, il parere dell’assessore al Bilancio (Pd) Luca Stanca via social. Uno sbarramento completato da Azione – “Un’uscita prematura e inopportuna”, secondo il capogruppo Marco Griguolo – e soprattutto da LABSegrate.

Il minuto di silenzio in Consiglio spacca la maggioranza

Un dissenso, quello della ex lista del sindaco, emerso anche lunedì 19 giugno in occasione del Consiglio comunale, quando il consigliere Federico Figini ha chiesto e ottenuto di osservare un minuto di silenzio per commemorare l’ex Presidente del Consiglio. I consiglieri di LABSegrate – ad eccezione di Francesca Limentani – non hanno partecipato al momento di raccoglimento, esponendo cartelli con alcune frasi controverse pronunciate in passato da Berlusconi su Mussolini, il G8, Eluana Englaro. Un gesto che, oltre a dividere la maggioranza, ha anche provocato un certo imbarazzo tra i banchi degli alleati di centrosinistra. “Sull’opportunità di un’intitolazione, così come per l’aeroporto di Linate, non abbiamo ancora una risposta – ha precisato poi la lista civica, minimizzando la spaccatura interna sul minuto di silenzio (“Se altrove questa divisione può essere vista come un momento di debolezza, noi ne facciamo il nostro vanto. In questa e in tante questioni abbiamo prospettive differenti, e queste non devono “allinearsi” in alcuna linea dettata altrove”) – ci auguriamo che questa proposta non sia l’ennesima occasione di posizionarsi e dividersi,  ma un’opportunità per discutere non tanto di Berlusconi come persona, ma dell’idea di paese che lascia”.

La Lega: “Una protesta di cattivo gusto”

Nessuna presa di posizione in Consiglio invece del Centrodestra, anche perché l’intero gruppo di Forza Italia era assente. A condannare il “flash-mob” di LABSegrate è stata dopo la seduta di Consiglio comunale la Lega. “Alcuni consiglieri non hanno perso l’occasione per mettere in scena una protesta di cattivo gusto, il solito triste teatrino della sinistra”, il commento dei salviniani.

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