Elisa e Pietro hanno lasciato casa e lavori, per gestire una struttura sui monti: «Volevamo una vita più vicina alla natura, e si può fare »
Lasciare Milano, cambiare vita e trasformare una passione in un progetto concreto. Per Elisa Coerezza, 36 anni, segratese, e il marito Pietro Botta, 35enne cuoco professionista, non è stato un colpo di testa, ma una scelta meditata e costruita passo dopo passo. Oggi vivono a Menarola, piccola frazione di Gordona, in Valchiavenna, dove hanno aperto il rifugio “In Voga”, ristrutturando un’antica canonica.
«Insegnavo yoga tra Segrate, Cologno e Milano, mentre Pietro lavorava nelle cucine di Armani – racconta Elisa – Erano lavori che ci piacevano, ma sentivamo il bisogno di una vita diversa, più vicina alla natura». Da qui il desiderio di trasferirsi in montagna, alimentato da passioni comuni per trekking, cammini e vita all’aria aperta.
La svolta arriva nell’estate 2025, quando partecipano al bando comunale per la gestione della struttura. «Il rifugio era stato ristrutturato con fondi della Comunità Montana, ma all’interno era completamente vuoto. Quando abbiamo vinto il bando abbiamo dovuto fare tutto noi: cucina, arredi, impianti, camere». Per mesi hanno continuato a lavorare a Milano durante la settimana, salendo nei weekend per sistemare gli spazi. Poi, dal dicembre scorso, il trasferimento definitivo.
Il rifugio e come raggiungerlo
“In Voga” si trova a circa 960 metri di quota, immerso nei boschi e punto di partenza per escursioni verso il Passo della Forcola. Si raggiunge sia a piedi che in auto da Gordona: un trekking di circa due ore e 680 metri di dislivello lungo il percorso CAI che parte dalla mulattiera nella frazione di Coloredo; oppure, dopo qualche tornante sulla SP3 e parcheggiata l’auto ai “Crotti di Menarola”, si prosegue a piedi per una decina di minuti verso la chiesa di S. Elisabetta. Dispone di sei camere, diciannove posti letto e una piccola ristorazione guidata da Pietro. «Lui vive la cucina come una passione totale – sorride Elisa – mentre io mi occupo della gestione del rifugio, delle camere, delle prenotazioni e dell’accoglienza».
Inaugurazione il 30 e 31 maggio
L’apertura ufficiale è avvenuta il 15 maggio, mentre il weekend del 30 e 31 maggio sarà dedicato all’inaugurazione aperta al pubblico. Nel frattempo la coppia ha lanciato anche una campagna di crowdfunding per sostenere gli ultimi costi di avvio. «Ci sono ancora alcune spese importanti da affrontare, ma il sostegno ricevuto ci ha fatto sentire parte di una comunità».
Una comunità che li ha accolti rapidamente. Menarola infatti non è più un comune autonomo, ma una piccola località inglobata nel Comune di Gordona, composta soprattutto da seconde case. «Le persone che frequentano questi luoghi ci tengono tantissimo al territorio. Abbiamo trovato disponibilità e voglia di collaborare da parte di tutti».
Quella di Elisa e Pietro è anche una scelta generazionale. «Vediamo tanti giovani che stanno recuperando rifugi e attività in montagna. Non credo sia soltanto il desiderio di “scappare” dalla città: è la ricerca di un modo di vivere più pieno e consapevole». Un cambiamento che, secondo Elisa, può diventare anche un messaggio positivo per altri coetanei: «Molti pensano che certi sogni siano impossibili. Noi abbiamo capito che chiedere aiuto, confrontarsi con chi aveva già fatto questo percorso e costruire relazioni è stato fondamentale».
E lo yoga? Per ora Elisa ha sospeso le lezioni regolari, ma il progetto resta parte del futuro del rifugio. «Vorrei organizzare ritiri e momenti dedicati al benessere. Qui il contesto si presta perfettamente: la montagna ti obbliga a rallentare e a ritrovare un equilibrio diverso».
Dopo anni di ritmi serrati, la nuova vita non sembra spaventarli. «Annoiarci? Assolutamente no – conclude Elisa – Abbiamo scelto tutto questo proprio perché ci fa sentire nel posto giusto».



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