Tentano di truffare due segratesi in casa. Smascherato, inseguito dai vicini e fermato

Sono intervenuti i carabinieri della stazione di Segrate per fermare l’autore del raggiro

Episodio rocambolesco a Segrate Centro finito con il fermo di un malvivente che con l’inganno si era introdotto in un appartamento.

Poteva finire diversamente il raggiro, accuratamente orchestrato, messo in atto ieri, martedì 30 giugno, in un condominio di Segrate centro.

LA TELEFONATA: “LA TARGA È STATA CLONATA”

«Tutto è cominciato con una telefonata sul numero fisso di mia mamma verso le 13.30  – racconta N., che preferisce restare anonima – Ho risposto io che casualmente mi trovavo da lei per pranzo, e dall’altra parte un sedicente maresciallo dei Carabinieri di Monza mi avvisava che la targa dell’auto di mio padre, di cui conoscevano nome e cognome oltre al numero di targa, era stato clonato per fare una rapina in una gioielleria. In quel momento mio padre non era in casa, era appena partito per la montagna. A quel punto ci hanno chiesto di essere interrogate sui nostri numeri di cellulare privati mentre contemporaneamente stavamo in linea sul fisso. Ci hanno tenute al telefono per oltre mezz’ora. Con il senno di poi ho capito che volevano evitare che facessimo telefonate di controllo, ma sul momento giocano sull’urgenza e sulla necessità di collaborare, riescono ad essere molto credibili e persuasivi. Persino i rumori di fondo, con i bip e il vociare delle radiotrasmittenti è credibile….».

IL “CONTROLLO DEI VALORI” IN CASA

«Durante la telefonata mi chiedono se in casa ho valori, oggetti d’oro, orologi preziosi. Mi chiedono di fare un inventario e di pesarli, perchè bisogna escludere che siano parte della refurtiva. Mi dicono che sarebbe arrivato un procuratore a fotografare il tutto. Nel giro di pochi minuti, mentre siamo sempre al telefono, suona il citofono: arriva un giovane con un badge dei Carabinieri, anche lui in collegamento telefonico con gli stessi “colleghi”. Ha uno zaino in spalla e il cellulare in mano».

SCATTA IL SOSPETTO

«Qualcosa però nel badge non mi convince – continua la segratese – e si fa strada in me il sospetto che sia tutto un inganno. Mentre lui dovrebbe fare le foto, al telefono mi chiedono di prendere carta e penna, di annotare nomi, insomma cercano di distrarmi e noto che contemporaneamente la persona in casa ha messo lo zaino su una spalla ed è aperto… A quel punto sono sempre più convinta sia una truffa, ma cerco di mantenere la calma: mi posizioni davanti ai gioielli e metto una sedia tra me e lui. Lui allora dice che deve scendere sulla gazzella a prendere una cosa, io gli propongo di accompagnarlo e andare con lui in caserma».

L’INSEGUIMENTO: IL QUARTIERE SI MOBILITA

«Una volta in strada però si mette a correre, getta il telefono, il badge, lo zaino. Allora io urlo che c’è un truffatore che sta scappando. I passanti e gli esercenti sulla strada si attivano, lo inseguono e in due riescono a fermarlo e riportarlo nel cortile di casa. Contemporaneamente chiamo il 112 e in pochi minuti arrivano i veri Carabinieri di Segrate. Quello che riesco a sentire è che dice di essere minorenne e di Napoli. ma non ha nessun documento con sè.  I Carabinieri hanno recuperato il telefono: era rotto, ma spero riescano a risalire a i complici».

“ATTENZIONE: PUÒ SUCCEDERE A TUTTI”

«Ho voluto raccontare la mia disavventura per mettere in guardia i cittadini: può capitare a chiunque ed è più facile di quello che si pensi lasciarsi ingannare. Mia mamma non è anziana, ha 65 anni e io ne ho 39, quindi nessuno è al sicuro da queste truffe sempre più elaborate. Io sono poi particolarmente formata sul tema: da tre anni seguo un corso di autodifesa e questo forse mi ha permesso di mantenere la calma e capire la situazione. Non so cosa sarebbe successo se mia mamma fosse stata da sola… Avrebbe potuto anche essere aggredita fisicamente. E questo per un bottino direi molto magro, avevamo giusto qualche collana e anello in casa, nessun orologio di lusso o gioielli importanti”.

“GRAZIE AI VICINI, SOLIDARIETÀ NON SCONTATA”

«Vorrei però anche sottolineare un aspetto di questa vicenda che mi ha colpito, ma in positivo: la solidarietà dei vicini, di tutto il quartiere, una cosa che di questi tempi non è affatto scontata. Non è vero che oggi tutti si girano dall’altra parte. Qui nessuno lo ha fatto, e li ringrazio, come ringrazio le forze dell’ordine che sono prontamente intervenute. Spero questa mia testimonianza serva per mettere in guardia altre persone affinché non si ripeta: ha provato molto mia madre, che ora vive in uno stato costante di allerta e ansia».

About the Author

Laura Orsenigo
Laura Orsenigo. Giornalista professionista, da 20 anni vive a Segrate. Dopo diverse esperienze in tv, riviste di settore e web, dal 2018 collabora con il Giornale di Segrate. Dal 2025 è il direttore responsabile della testata.

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