Centro Direzionale di Milano2, preoccupazione per i fumi dei generatori

Alcuni dei generatori presenti sotto il livello della strada che emettono fumi neri (come si vede dal muro)

A due anni dall’allagamento, restano ancora accesi i gruppi elettrogeni a gasolio che producono gas e rumore. C’è lo studio di un residente sull’impatto ambientale

Era maggio 2024 quando il piano interrato del Centro Direzionale di Milano2 finì completamente sott’acqua per l’innalzamento della falda. Lì sotto c’era la centrale elettrica che da quel momento smise di funzionare. Per far ripartire le attività nei sette palazzi – sedi di uffici e dell’Università San Raffaele – fu necessario installare dei potenti generatori esterni, alimentati a gasolio. Una situazione che doveva essere provvisoria, emergenziale, ma che si è trascinata fino ad oggi, fine settembre 2026. Ventotto mesi di fumi neri e rumore  sordo, 24 ore al giorno, diventati, per i residenti del quartiere, intollerabili. 

Lo studio sull’impatto ambientale di un residente

Tante le pec di protesta, ma anche gli esposti, per chiedere agli enti competenti accertamenti sull’inquinamento. Piercarlo Smith, residente con esperienza in analisi ambientali statistiche, ha anche redatto uno studio sulla qualità dell’aria che fornisce una stima dell’impatto prodotto dai gas di scarico: le conclusioni non lasciano certo tranquilli. “Lo studio conferma che le emissioni provenienti dagli scarichi dei generatori posti a piano campagna generano delle concentrazioni di inquinati atmosferici (NO2 e PM2,5) ben al di sopra dei limiti di legge e che l’impatto è particolarmente importante presso le Scuole dell’Infanzia Grimm e Collodi e presso la Residenza Spiga” si legge.  I due edifici sono infatti quelli più vicini alla fonte di inquinamento, oltre ovviamente agli stessi palazzi del centro, sempre affollati di studenti. Non solo: “Nel corso dello studio è emerso un elemento che nessuno aveva considerato: nell’autorimessa interrata, sotto edifici in cui lavorano e studiano migliaia di persone, sono stoccati circa ventisettemila litri di gasolio, e un’autocisterna scende a rifornirli più volte alla settimana. Questo apre una questione di sicurezza che si aggiunge al problema della qualità dell’aria e del rumore”. Insomma una situazione critica su più fronti su cui si chiedono risposte al Comune, Arpa, Vigili del Fuoco e Amministratore del complesso.

«Attendiamo l’allacciamento di Duereti»

«Da parte nostra abbiamo fatto tutto il possibile per ripristinare una condizione di normalità – risponde l’amministratore del Centro Direzionale Fulvio Malaspina –. Abbiamo realizzato le nuove cabine elettriche e siamo pronti già da marzo (ndr nella nostra ultima intervista veniva indicata come data di ritorno alla normalità febbraio 2026). Stiamo aspettando che Duereti, la società subentrata ad Enel nella distribuzione, si faccia carico dei lavori per collegarle alla rete elettrica. Abbiamo anche avuto un incontro in Comune per aiutarci ad accelerare l’iter. Secondo le ultime informazioni i lavori di scavo dovrebbero partire ad ottobre e concludersi nel giro di un mese. Quello che ci tengo a sottolineare ancora una volta – aggiunge –  è che siamo i primi danneggiati e a voler risolvere la situazione: primo perché respiriamo tutti i giorni queste emissioni, secondo perché ci costano un sacco di soldi. Ad oggi abbiamo speso più di 10 milioni di euro, soldi che si sono accollati i proprietari dei palazzi, con non poche difficoltà. Capisco e condivido le rimostranze ma non abbiamo alternative all’utilizzo dei gruppi elettrogeni, se non vogliamo far chiudere tutte le attività presenti».

Il Comune: «Nostre centraline non rilevano criticità»

Sulla questione ha risposto anche il Comune riportando i dati di tre centraline installate nei pressi del centro direzionale, posizionate qualche mese fa nell’ambito del programma di monitoraggio dell’aria in tutto il Comune (ne avevamo parlato qui). I tre sensori (che si trovano su via Vigorelli, Cervi e Olgettina) mostrerebbero valori in linea con il resto del comune. «In realtà queste centraline non sono che piccoli sensori – contesta Piercarlo Smith – posti a 240 metri dai generatori. A questa distanza e sopravento non possono essere rappresentativi  dell’esposizione delle persone che lavorano o studiano nel centro o in prossimità». Secondo il residente questi sensori non risulterebbero nemmeno affidabili riguardo alla rilevazione dell’NO2, l’inquinante principale.

Accelerazione sull’avvio dei lavori

Il Comune si è mosso nella direzione di accelerare l’intervento di Duereti. Venerdì è stata emessa una ordinanza in cui si indica l’inizio lavori di Duereti in Strada di Olgia Nuova (con conseguente divieto di sosta) il 29 settembre 2026 con fine lavori in un mese circa.

Assemblea pubblica

Intanto iun gruppo di residenti, tra i quali lo stesso Smith, hanno organizzato una assemblea informativa aperta a tutti i cittadini per martedì 6 ottobre alle 21 nei locali della Parrocchia Dio Padre di Milano2.

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Laura Orsenigo
Laura Orsenigo. Giornalista professionista, da 20 anni vive a Segrate. Dopo diverse esperienze in tv, riviste di settore e web, dal 2018 collabora con il Giornale di Segrate. Dal 2025 è il direttore responsabile della testata.

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