Dopo elezioni: debacle centrodestra. La Lega è fuori, AmiAmo Segrate vola al 18%

Nella coalizione che sosteneva Alessandrini risultati divisivi. La lista civica fa il pieno di voti, Lega out, Forza Italia male, Fratelli d’Italia delusi.

l centrodestra segratese esce dalle urne con le ossa rotte (qui i risultati delle elezioni comunali 2026). Ancora una volta. E forse peggio delle altre. Doveva essere la campagna dell’unità ritrovata e della spallata al centrosinistra dopo anni di opposizione. Si chiude invece con una disfatta, con partiti svuotati e una coalizione in frantumi. Perché il paradosso politico è tutto qui.

AMIAMO SEGRATE SORPRENDE

Alessandrini, con la sua AmiAmo Segrate, piazza il colpo. La civica vola al 18%, diventa il secondo partito cittadino dietro al Pd e in molte sezioni è addirittura la lista più votata. Ma il resto della coalizione resta in apnea.

CRISI DEI PARTITI

La Lega crolla fuori dal Consiglio comunale. Forza Italia si ridimensiona. Fratelli d’Italia tiene i seggi, ma resta lontanissimo dai numeri raccolti in città alle Politiche e alle Europee. Il punto è che Alessandrini ha catalizzato quasi tutto dentro il recinto del centrodestra. Ha prosciugato i partiti tradizionali senza riuscire davvero a pescare nel campo avverso. Una calamita potentissima sul fronte interno. Molto meno verso l’esterno. E poi pesa il contesto generale. Fino a poche settimane prima della candidatura ufficiale, nel centrodestra si lavorava a un progetto diverso. Poi quel percorso si è lentamente sgonfiato. E alla fine si è tornati all’unica soluzione rimasta davvero in piedi. Una scelta che ha rimesso insieme la coalizione solo in apparenza. E infatti i malumori non sono mai davvero spariti. Mal di pancia emersi anche durante la campagna elettorale. Dentro i partiti più di qualcuno non ha digerito toni considerati troppo aggressivi e una gestione molto personalizzata della corsa. Perché il problema non è soltanto la sconfitta. È la sensazione di essere ancora fermi al punto di partenza, come accaduto nel 2020 quando già si parlava di ricostruzione.

LEGA FUORI DAL CONSIGLIO

La fotografia più impietosa resta quella della Lega. Fuori dal Consiglio comunale. Una caduta fragorosa. Il segretario cittadino Andrea Donati parla di «grandissima amarezza» e invita il partito a «fermarsi e ragionare a mente lucida» su come ripartire.  Poi ammette che «restare fuori dal Consiglio renderà tutto ancora più complicato». Ma il passaggio più duro arriva sulla gestione politica della coalizione. «Non ci si può ridurre sempre all’ultimo momento o pensare che basti un nome per costruire un’alternativa credibile – spiega – I candidati calati dall’alto vengono respinti. Serve lavoro sul territorio, continuità, presenza vera».

FORZA ITALIA “IN LINEA”

Anche Forza Italia mastica amaro. Il partito perde terreno e anche nei bacini storici viene superato da Amiamo Segrate. «Pensavamo che Alessandrini potesse riportare Segrate al centrodestra – dice il coordinatore provinciale Graziano Musella – Forza Italia resta comunque in linea con il risultato che il partito sta ottenendo sul territorio provinciale».

FDI “DELUSIONE”

Fratelli d’Italia limita i danni e mantiene tre consiglieri. Antonio Florio, commissario cittadino subentrato pochi mesi fa a Pietro Ferrari, parla di «delusione per il risultato della coalizione» e ammette che l’obiettivo minimo fosse il ballottaggio. Rivendica però la tenuta del partito, che si attesta al 13%, «nonostante la separazione con Sirtori e il cambio di guida in corsa».

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