Grande emozione per la vittoria del nuovo Sindaco di Segrate: «Non mi aspettavo questo risultato»
Ha la voce roca, di chi ha urlato molto o è molto stanco, o entrambe le cose. Il day after di Francesco Di Chio inizia con il sorriso, quello di chi si è preso una gran bella soddisfazione: vincere, anzi stravincere senza se e senza ma.
Si aspettava questo risultato?
«Ero ottimista, pensavo che avremmo vinto ma no, non mi aspettavo con questo vantaggio. Un risultato che va oltre ogni aspettativa».
Ha vinto in tutti i quartieri, ecetto Novegro, quale quello che l’ha stupita di più?
«Sicuramente Milano2, che è un po’ la casa di Forza Italia e di Alessandrini, e poi Redecesio dove è stata fatta una campagna martellante contro di noi e San Felice».
Sono stati tre mesi di campagna elettorale molto tesa, con accuse pesanti. Come l’ha vissuta?
«Non bene, è stata una delusione vedere che gli avversari non parlavano di progetti, di futuro, come abbiamo sempre fatto noi, ma puntavano solo a denigrare, attaccare, distruggere. Non è il mio modo di agire. E penso sia stato anche questo a convincere gli elettori: essere stati fermi ma senza scadere in discorsi di odio. Penso che la gentilezza sia stata premiata, al contrario è stata punita l’aggressività. E non solo».
È il momento di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, cosa l’ha infastidita di più?
«Ricorrere a falsità palesi. Come quello che è stato detto sui campi di Milano2 (qui il nostro articolo). Credo che questo voto dimostri che non vince chi urla di più, ma chi è coerente e sincero. Un bel segnale, soprattutto di questi tempi».
Qual è stato il suo punto di forza?
«Indubbiamente la squadra. Sono i primi che ho ringraziato quando sono stato eletto: senza di loro, candidati e sostenitori, non ce l’avrei mai fatta. Belle persone, perbene, una forza positiva».
Tra di loro dovrà scegliere chi comporrà la giunta. Ha già le idee chiare?
«No, inizio ora a pensarci, ma confido di arrivare a una decisione nel giro di una settimana. Si tratta di dare la giusta rappresentatività ai partiti, premiare chi ha lavorato tanto e valorizzare le competenze. Un lavoro di equilibri da cui vorrei uscissero nomi con esperienza, ma anche forze fresche».
Da oggi è il sindaco di tutta Segrate, anche di non l’ha scelta e del 46% che non è andato a votare. Che sindaco sarà per i prossimi 5 anni?
«Sarò un sindaco per strada, attento anche alle piccole cose. Fino ad ora ho avuto una visione dall’alto, anche per il mio ruolo, che puntava più ai grandi progetti. Ora vorrei che al centro ci fossero le persone, le fragilità e le criticità quotidiane. Voglio prendermi cura della città, ad esempio attraverso le manutenzioni, perchè al centro deve esserci la qualità della vita di chi la abita».




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