Un segnale di “Proprietà Privata” su un terreno in via fratelli Cervi secondo Alessandrini sarebbe primo passo per nuovi edifici. Di Chio replica: «Falso, è tassativamente vietato costruire, ed è tutto chiaro nel PGT».
È l’ultimo atto, in ordine temporale (ma a cui potrebbero seguirne altri nelle ultime concitatissime ore prima del voto) della sempre più aggressiva campagna elettorale che si è consumata in questi ultimi mesi. Questa volta al centro del contendere c’è un semplice cartello, apparso qualche giorno fa, che viete l’accesso ai terreni agricoli di fianco a via Fratelli Cervi, di fronte alla Residenza Acquario, perchè “Proprietà Privata”. Sotto, il logo del proprietario: 2C Sviluppo Immobiliare, una grossa realtà con sede a Pioltello.
Da qui è partito il video-attacco del candidato di centrodestra Adriano Alessandrini che ha lanciato pesanti sospetti sul futuro di quest’area, parlando di possibili nuove costruzioni. Un messaggio che è subito rimbalzato sui social a cui, dopo poche ore ha risposto il vicesindaco e candidato del centrosinistra Francesco Di Chio, smentendo in toto le supposizioni. «La realtà è molto semplice e categorica- ha dichiarato al Giornale di Segrate -Non verrà costruito un solo metro cubo in più a Milano2. Basterebbe leggere il Piano di Governo del Territorio che abbiamo approvato per verificare che il consumo di suolo nelle aree verdi è tassativamente vietato. Non solo: per rafforzare ulteriormente la tutela di quei terreni privati, stiamo completando l’iter per inserirli nel PLIS della Media Valle del Lambro».
Contenuti ripresi in un video sul campo a cui Alessandrini ha risposto con un secondo video mostrando le tavole del PGT, approvato qualche settimana fa, in cui i terreni in questione (vedi immagine sotto) sono in parte colorati di verde e in parte blu. “Significa che sono aree urbanizzate o urbanizzabili” dice a commento.
“C’è incompetenza o malafede in queste dichiarazioni – replica a stretto giro Di Chio -. In queste aree non si costruirà mai niente per due motivi: primo abbiamo inserito quest’area nella nostra rete ecologica e con un vincolo a parco di interesse sovralocale, secondo perchè nel documento geologico del PGT quest’area è riportata come zona ad alta vulnerabilità per rischio idrogeologico in cui quindi sono escluse nuove edificazioni”. Da qui il colore blu , che, come abbiamo verificato andando a consultare la legenda sulle tavole del PGT, disponibile online sul sito del Comune, indica “acque” o “aree classe 4”, cioè a rischio idrogeologico
«Si tratta di aree in classe 4 di fattibilità geologica – spiega al Giornale di Segrate Fabrizio Bellini, ingegnere che ha redatto lo studio sulla gestione del rischio idraulico -. Cioè aree inedificabili per rischio idrogeologico. Nello specifico questi terreni (ndr davanti Res. Cedri) si trovano in area 4c cioè aree inondabili dal fiume Lambro quindi dove non si può costruire».
Nell’ultima “puntata” di questo botta e risposta social, Alessandrini ha mostrato il documento che riporta la dicitura “area urbanizzata o urbanizzabile” in riferimento a una “nuova classe IV”. Questa volta è stato il Sindaco Micheli a rispondere dicendo che “la dicitura ‘Aree riclassificate in urbanizzate o urbanizzabili per la prima volta’ (Classe IV del Consumo di Suolo) è un obbligo di catalogazione contabile regionale introdotto quest’anno. Significa semplicemente che quell’area viene inserita nel computo del suolo comunale per essere monitorata. Non conferisce nessun diritto volumetrico. Zero. La volontà dell’Amministrazione è scritta negli atti: proteggere il territorio e non far posare un solo mattone su quell’area”.



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