Il progetto prevede uno sviluppo più ampio rispetto a quanto illustrato alla posa della prima pietra
Corre il cantiere del primo data center di CyrusOne a Redecesio: 27 MW sulle aree bonificate dell’ex CISE, storico centro di ricerca diventato poi complesso industriale dismesso. Ma è soltanto il primo tassello del progetto MIL1, presentato in conferenza stampa alla posa della prima pietra il 25 marzo 2026.
Due edifici: da 27 a 63MW
Nel masterplan depositato in Comune è previsto un secondo impianto da 36 MW, con iter autorizzativo e titolo edilizio autonomi, che porterebbe il “campus” a 63 MW complessivi. Una prospettiva che alimenta le preoccupazioni dei residenti, per la vicinanza a case e scuole e per i possibili impatti ambientali di una concentrazione di infrastrutture digitali nell’area. Anche perché Segrate non è un caso isolato. A meno di un chilometro, in via Rubattino, è previsto MIL2 di CyrusOne, da 54 MW, mentre altri insediamenti sono programmati o in costruzione tra Peschiera Borromeo, Vignate e Melzo.

Qui sopra, il rendering del progetto complessivo come risulta nei documenti depositati in Comune. Abbiamo indicato le due potenze
La situazione intorno a noi
La concentrazione riflette un fenomeno in crescita che interessa tutta la Città metropolitana. Sono 33 i data center attivi nel Milanese, sui 49 censiti in Lombardia, prima regione italiana per numero di strutture. Altri 10 risultano in costruzione e 23 in valutazione, secondo la mappatura ProdAction del Politecnico di Milano presentata a marzo, dal Prof. Eugenio Morello e dalla ricercatrice Alice Franchina.
L’operazione ex CISE
Il progetto Mil1 è legato anche alla tutela del Golfo Agricolo. L’operazione urbanistica ha previsto la cessione gratuita al Comune di quasi 66 ettari di aree agricole e il trasferimento dei relativi diritti edificatori sull’ex CISE. L’azienda dichiara investimenti per oltre 6 milioni di euro nelle infrastrutture locali. Previste opere pubbliche a scomputo degli oneri di urbanizzazione, tra cui la riqualificazione di via delle Regioni e la nuova bretella verso via Piaggio. Tra gli impegni figurano anche il finanziamento di pannelli fotovoltaici su alcuni edifici pubblici e la predisposizione degli impianti per cedere alla futura rete comunale di teleriscaldamento il calore prodotto dai server. Dopo l’approvazione della convenzione da parte della giunta Micheli a fine 2025, il cantiere è stato inaugurato il 25 marzo 2026 con la posa della prima pietra. Il primo edificio di MIL1 sarà realizzato in tre fasi. I primi 9 dei 27 MW complessivi sono attesi in esercizio entro il terzo trimestre 2027.
Il nodo: gli impatti ambientali
Tra i temi sollevati dai residenti figura la preoccupazione per il secondo data center. Il timore è che due edifici con iter autorizzativi e titoli edilizi indipendenti possano essere valutati separatamente, senza considerare pienamente gli effetti che finiranno per sommarsi sul territorio: rumore, emissioni atmosferiche, isola di calore. Sul primo impianto sono intervenuti due distinti procedimenti ambientali. La verifica di assoggettabilità a VAS si è conclusa senza la necessità di una Valutazione ambientale strategica completa. Parallelamente CyrusOne ha presentato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica una verifica di assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale relativa ai generatori di emergenza, per una potenza complessiva dichiarata di 132 MW termici. Anche questo procedimento si è concluso senza VIA completa, ma con condizioni ambientali da rispettare. Il sindaco Francesco Di Chio, interpellato dal Giornale di Segrate su questo tema, ha assicurato: «Il quadro sarà valutato nel suo insieme. Quando saranno definiti potenza, impianti e caratteristiche tecniche del secondo edificio – spiega – le valutazioni dovranno essere aggiornate e saranno misurati gli effetti cumulativi dei due data center presenti sul nostro territorio».
Pannelli fotovoltaici
Non sono però soltanto gli impatti ambientali ad alimentare il confronto. Durante un incontro promosso dall’associazione Nuove Prospettive, nel quale è stato lanciato un nuovo comitato, il consigliere di Fratelli d’Italia Simone Martelli ha contestato alcuni contenuti dell’accordo sottoscritto dalla precedente amministrazione con CyrusOne. «Il Comune avrebbe potuto ottenere di più per i cittadini, soprattutto per i quartieri più colpiti», sostiene Martelli. Due i punti sollevati: fotovoltaico e recupero del calore. Per i pannelli fotovoltaici la convenzione indica una potenza stimata di 100 kilowatt, ma fissa l’impegno economico di CyrusOne a un massimo di 100 mila euro più Iva. Se la cifra non fosse sufficiente, è prevista la possibilità di installare una potenza inferiore. Secondo Martelli, la clausola tutela il tetto di spesa del privato senza garantire integralmente il beneficio previsto per la città.
E il teleriscaldamento?
Altro nodo è il teleriscaldamento. CyrusOne predisporrà all’interno della propria area gli impianti per il recupero e la cessione del calore prodotto dai server, mentre resteranno a carico del Comune le opere necessarie per collegarli alla futura rete pubblica e utilizzare l’energia termica recuperata. Il dubbio è che poi questo non venga concretamente fatto. Il sindaco non ha dubbi: «Confermiamo l’impegno dell’amministrazione a completare le opere».



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